La mia storia

Don’t surrender your loneliness so quickly.
let it cut more deep.
Let it ferment and season you
as few human or even divine ingredients can.
Something missing in my heart tonight
has made my eyes so soft
my voice so tender
my need of God
absolutely clear.
–Hafiz

Sono nato nel 1963 . Sono filgio unico e divorziato senza figli.

Non voglio esagerare con i dettagli, solo dare dei riferimenti essenziali. Se qualcuno vorra’ contattarmi ne parleremo di persona.

La cosa principale e’ una sensazione psicologica di ansia e disagio che mi ha sempre accompagnato in tutte le cose che ho fatto: lavoro, relazioni, divertimenti. Non mi sono mai sentito al mio posto da nessuna parte e mi sono sempre proiettato verso un futuro entusiasmante per evitare di vivere il presente ordinario. Sono stati molti i progetti in cui mi sono coinvolto, incluso un matrimonio, ma nessuno ha mai prodotto qualcosa in cui mi sentissi a mio agio.

Cercando di rimanere a casa…

Per sommi capi il mio percorso e’ passato attraverso la laurea in informatica e il successivo lavoro nel gruppo di ricerca sull’ingegneria del software di una ditta privata iniziato nel 1990. Nello stesso anno mi sono sposato e ho inziato a coinvolgermi con la rete GFU (www.redgfu.it) studiando esoterismo e praticando Yoga, meditazione e vegetarianesimo. Per dieci lunghi anni la GFU e’ stato il mio riferimento filosofico e spirituale e la mia principale ispirazione.

Nel 1993, gia’ sentendo che il lavoro di informatico non mi soddisfaceva, con alcuni amici cominciai a coltivare il sogno di aprire un centro per l’evoluzione della coscienza che dopo varie traversie dette origine al progetto alchimia vacanze (www.alchimiavacanze.it) dove gia’ vedevo la possibilita’ di cambiare stile di vita vivendo in maniera piu’ comunitaria. Per altri lunghi 14 anni il progetto alchimia vacanze e’ stata una costante nella mia vita, ma non e’ mai riuscito a realizzare quello che mi aspettavo.

Nel 1995 la mia attivita’ nella GFU mi mette in contatto con il metodo della Biodanza (www.biodanza.it) che apre una nuova prospettiva di ricerca e nuove possibilita’ di sognare un futuro soddisfacente. Diventero’ insegnante e lavorero’, come secondo lavoro, con i gruppi fino al 2007, integrando il metodo in alchimia vacanze e in parte nella GFU.

Nel 2000 il mio lavoro di informatico arriva a un punto critico. Sebbene fosse creativo e fuori dallo stress della produzione, i miei progetti con la Biodanza necessitavano il 100% delle mie energie. Nel Luglio dell’anno 2000 mi licenziai dal lavoro dopo vari tentativi di part time, con l’idea di continuare come consulente lavorando a casa a orario libero.

Il lavoro convenzionale di Biodanza con i gruppi comunque non mi soddisfaceva. Mi appariva troppo simile alle altre professioni “normali” e non mi piaceva chiedere soldi direttamente alle persone che venivano ai gruppi. Cosi’, liberato dal lavoro in azienda, cercai di creare intorno a me un gruppo di persone per realizzare una cooperativa che progettasse interventi nel sociale usando Biodanza e altre metodologie complementari. Parti’ quindi un nuovo grande progetto chiamato Balthazar (http://www.balthazarsociale.it/).

Per 3 anni fino al 2003 Balthazar conosce un’epoca d’oro di progetti ed avventure di ogni tipo con discreto seguito da parte della popolazione locale e una buna costruzione di rete sul territorio. Era un lavoro molto coinvolgente nel quale mi ero buttato completamente, iniziando anche nuovi percorsi formativi in counselling e psicologia di comunita’. Ma alla fine anche Balthazar si rivela inadeguato per me. Mi ci sento solo, non trovo nessuno che voglia veramente condividere il mio livello di coinvolgimento fisico, intellettuale e creativo. Rischio il burn-out e decido di ritirarmi.

Con il ritiro da Balthazar arriva anche la morte di mia madre e la fine della mia seconda lunga relazione di 7 anni che aveva fatto seguito al fallimento del mio matrimonio. Nessun figlio, nessun lavoro, nessuna direzione. Arrivo a un punto zero… il primo di una serie.

Maturando la partenza …

Da questo punto in poi inizia un periodo confuso in cui continuo a lavorare con Biodanza e nella formazione del volontariato come prestatore di lavoro occasionale in attesa di tempi migliori. Inizio una terza relazione importante che mi accompagna in quello che oggi considero il processo di definitivo distacco da casa. Allo stesso tempo inizia il mio percorso psicoterapeutico per cercare di capire meglio perche’ non riesco a stare bene da nessuna parte.

Nell’ottobre del 2002 in maniera completamente inaspettata durante una escursione sulle montagne di Pistoia mi imbatto per caso in un gathering Europeo della Rainbow Family (www.welcomehome.org), 5.000 persone accampate in alta montagna in un contesto di comunita’ temporanea a contatto con la natura che sembra uscito da un film fantasy. Sebbene sia solo per un pomeriggio l’impatto che ne ricevo e’ enorme e porra’ il seme per tutte le scelte dei miei anni successivi.

Nell’oscuro anno 2003 e fino alla primavera del 2004 la memoria del Rainbow gathering mi trattiene dal cadere in una qualche forma di depressione.

A primavera la mailing list del Rainbow alla quale mi ero attaccato sperando in un miracolo mi mette in contatto con il gruppo di basilico (www.basilico-associazione.it). Attraverso basilico faccio le mie prime conoscenze del movimento degli eco-villaggi (www.mappaecovillaggi.it) e dell’agricoltura sinergica (www.agriculturasinergica.it ), nonche’ dei Gas (www.retegas.it) e della Decrescita Felice (www.decrescitafelice.it). Nuovi paradigmi e nuovi modi di pensare e di vivere stavano entrando nel mio campo di attenzione.

Nell’estate 2004 era ormai divenuto impossibile rimanere nella mia routine di insegnante di Biodanza e di formatore anche se punteggiate di progetti e successi interessanti. Rimanevo a fissare la superficie della mia scrivania senza riuscire a capacitarmi di quale direzione avrei potuto prendere per evitare l’imminente depressione

Il Rainbow Gathering incontrato due anni prima, … era l’unica cosa che mi metteva entusiasmo. Dovunque fosse stato sarei partito. E quell’estate del 2004 si trovava nelle montagne tra la Grecia e la Bulgaria che raggiunsi con un mitico viaggio di 26 ore in pulmann da Firenze. Il Rainbow in Bulgaria fu un’esperienza devastante per il mio fragile equilibrio psicologico, ma anche il punto di svolta di tutta la mia storia.

Tornato a casa cambiai di sana pianta tutto il mio vecchio guardaroba e cominciai a vestirmi con gli stessi vestiti che usavo come conduttore di Biodanza. Cose etniche, colorate, a volte veramente eccentriche. Nell’autunno partecipai al corso di base in Agricoltura Sinergica e togliendo le mattonelle dal mio cortile di casa, misi mano a piccone badile e costruii la mia piccola aiuola urbana in mezzo al cemento. Ero entrato nell’ottica di smettere di lavorare per i soldi e assumere uno stile di vita molto frugale e a basso costo.

Sulla scia dell’entusiasmo di quello che sembrava essere il mio nuovo grande progetto iniziai un giro di visite alle comunita’ italiane per tutto l’inverno 2004-2005: la comunita’ dei focolarini di Loppiano (FI), Ananda Assisi (PG) e un’altra  piccola comunita’ nei dintorni, La Terra del Sorriso (PG), Bagnaia (SI), Damanhur (TO) e una delle Comunita’ degli Elfi (PT). Nel frattempo mi unii anche al gruppo IRIS della rivista AAM Terranuova, che raccoglieva persone interessate alla costituzione di un nuovo eco villaggio.

Arrivato di nuovo all’estate del 2005 ero ormai pronto a fare un passo piu’ ambizioso delle semplici visite di pochi giorni alle comunita’ che comunque mi assicuravano di continuare il mio lavoro di Biodanza e di formatore del volontariato. Nell’Ottobre 2005 dopo 12 giorni di scambio lavoro in uno dei nuclei di montagna di Damanhur (www.damanhur.it) partii per Findhorn in Scozia (www.findhorn.com) per due mesi usando il programma i scambio lavoro detto WWOOF ( www.wwoof.org ) .Era la mia prima uscita da casa per un tempo cosi’ lungo e per di piu’ in un paese straniero.

Tornato dai miei due mesi di Findhorn pero’ la mia situazione non miglioro’. Volevo andare a vivere in comunita’, ero  molto agitato, non sapevo se andare a Findhorn o a Damanhur o da qualche altra parte.

Lasciando casa …

Nell’estate 2006  il mio disagio riesplose piu’ di prima. Presi cosi’ la decisione di partire per Findhorn come gesto di salvezza, … non avrei potuto trascorrere un altro inverno in quelle condizioni.  Era davvero venuto il momento di lasciare casa.

Chiusi i miei gruppi di Biodanza affidandoli a colleghi, mi liberai di tutti i vari impegni, cercai di organizzare un sistema di supporto intorno al mio anziano padre che rimaneva solo a casa incredulo, e partii. Sarebbe dovuto essere per un anno.

Nell’Ottobre 2006 sbarcai a Newbold House (www.newboldhouse.org ), la comunita’ di Findhorn con la quale avevo fatto un accordo attraverso un’incredibile catena di coincidenze. Fu l’inizio di 18 mesi di grandi sogni e grandi disillusioni. Con una dinamica molto simile a quella di Balthazar misi nel progetto di Newbold House tutte le mie energie e le mie speranze lottando contro le innumerevoli difficolta’ che si creavano nel gruppo.

Furono 18 mesi di lotta senza quartiere per tenere in piedi la comunita’ e farla sbocciare, e ci furono momenti di grande entusiasmo ed euforia. Ma alla fine, nel triste autunno del 2007 dovetti rendermi conto che un altro grande progetto si era rivelato solo un’illusione. Newbold House non sarebbe mai diventata una comunita intenzionale, io ero rimasto di nuovo solo e sarei dovuto ripartire. Tale fu il mio sgomento e il mio terrore che impiegai altri cinque mesi per lasciare Findhorn. Nel Marzo del 2008 lasciai la comunita’ in uno stato di completa disperazione.

Avevo raggiunto un altro punto zero, … ma molto piu’ zero del precedente alla fine di Balthazar. Senza piu’ lavoro, senza piu’ una compagna ne’ una vita sociale radicata… avrei dovuto ricominciare tutto da capo.

Ricominciare da capo ….

Negli ultimi mesi dell’agonia di Findhorn, pur nell’agitazione delle ansie che mi attanagliavano ero riuscito a intravedere una direzione che mi portava verso il Buddismo. Un’altra catena di coincidenze mi aveva messo in contatto con una comunita’ Buddista negli stati uniti vicino a san Francisco.

Green Gulch Farm (www.sfzc.org) era al tempo stesso una fattoria, una comunita’ intenzionale e un monastero e dal loro sito web i programmi di scambio lavoro sembravano proprio quello che faceva per me. Comprai il biglietto 3 mesi prima di partire tanto avevo bisogno di punti di riferimento.

Cosi alla fine di Aprile del 2007, dopo aver riorganizzato la situazione di mio padre con l’assunzione di una badante a tempo pieno, sbarcai per la prima volta negli Stati Uniti d’America. Mai mi sarei aspettato di arrivare cosi’ lontano.

I miei primi 4 mesi di vita monastica Zen a Green Gulch furono il teatro di un processo di completa riorganizzazione della mia identita’. La comprensione delle mie dinamiche interiori, delle mie paure e delle mie fragilita’ non si era mai spinta cosi’ in profondita’ prima di allora. Nel mezzo di questo processo un’altra catena di coincidenze mi aveva portato a prendere contatto con i gruppi di recupero dalle dipendenze affettive e sessuali con il metodo dei dodici passi (come ad esempio gli alcolisti anonimi) (http://www.slaafws.org/) che insieme allo Zen divenne il terreno della mia rinascita spirituale.

Nell’Ottobre 2008 presi la decisione di affittare la casa di mia proprieta’ in Italia e intraprendere uno stile di vita senza fissa dimora, iniziando un pellegrinaggio che sperabilmenrte mi avrebbe portato da qualche parte. Venuto in Italia per 40 giorni riuscii ad affitare la casa per 4 anni e a ripartire per l’America. Dopo altri tre mesi di monastero e di gruppi di lavoro con i gruppi di recovery a San Francisco ero pronto per  il mio pellegrinaggio.

Partivo questa volta senza troppo preoccupazione per il futuro, in una prospettiva nuova ancorata al presente. Avevo imparato a mettere un passo di fronte all’altro e arrivare a sera.

Nel Gennaio 2009 con l’aiuto dell’organizzazione internazionale SERVAS (http://joomla.servas.org/) intrapresi un viaggio in solitudine da San Francisco a Santa Fe nel New Mexico per 5 settimane. Nella solitudine dei grandi Canyon del sud ovest americano attraversai tanti momenti di scoraggiamento e di panico. L’intuizione sull’origine di tutti i miei problemi si fece chiara nella sua formulazione.

Mi sento come un alieno caduto sulla terra. E’ come se non fossi nato da un padre e una madre ma fossi precipitato qui non so da dove. Non ho ricordi, non ho famiglia, non ho radici, non ho parenti. Il mio pianeta non e’ questo. La mia e’ una solitudine planetaria.

Anche se ignoro i motivi di questa sensazione, adesso mi e’ tutto molto piu’ chiaro.

Alla ricerca di una  famiglia …

Nel marzo 2009 sono rientrato in Italia dopo un’ultima esperienza di scambio lavoro nella comunita’ Zen di Santa Fe (www.upaya.org). Per la prima volta da quando avevo 19 anni libero da relazioni di coppia da piu’ di un anno.

Arrivato in Italia per un’altra catena di coincidenze e le informazioni accumulate in america un nuovo progetto di pellegrinaggio si era venuto a costruire quasi da solo in Europa. Nel Maggio sono partito e  attraverso la svizzera e la Francia ho completato la mia esplorazione di 4 mesi nel Settembre 2009.

Ormai la mia vocazione Buddista si e’ assestata e guida la mia nuova visione sul mondo. In particolare un diverso equilibrio tra l’uso della fede e quello della volonta’ nel cercare di risolvere i problemi si e’ stabilizzato.

Ed e’ proprio il concetto di fede che senza alcun sforzo da parte mia si e’ manifestato sempre piu’ intensamente in questo ultimo viaggio.

La prima tappa a Felsentor in Svizzera (www.felsentor.ch) per due settimane di scambio lavoro nel centro Zen affiliato in qualche modo al San Francisco Zen Center.

Poi un mese a Plum Village nel ritiro Zen di Thich Nhat Han (www.plumvillage.org) e infine 10 giorni a Taize’, il monastero cristiano ecumenico nella Francia orientale (www.taize.fr ).

Taize’ segna definitivamente la via della fede e apre le porte alla mia ultima esperienza di Buddismo Pure Land ad Amida France, il centro estivo del gruppo inglese Amida Trust .

Amida Trust (www.amidatrust.com), la comunita’ Inglese di Buddismo Impegnato nel sociale diventa una possibile destinazione finale di tutto questo lunghissimo e tribolato percorso. Il 6 ottobre 2009  partiro’ alla volta d The Buddhist House, vicino a Leicester, quartier generale di Amida trust nella speranza di trovarvi la mia comunita’ e la mia famiglia adottiva.

Ricomincio da tre … anzi da quattro

(Ottobre 2010) Mai, mai , mai  avrei voluto aggiungere questo capitolo alla storia. E invece eccomi qui a farlo … e mi sento un caso ormai disperato🙂

Dopo un anno di vita monastica a The Buddhist House, vestito di rosso e con la testa rasata, mi ritrovo di nuovo a fare le valige e a riprendere il mio pellegrinaggio. Scrivero’ di piu’ in proposito su cosa e’ successo (ed e’ una storia abbastanza articolata)  ma siccome diverse persone accedono al sito volevo intanto rendere chiara la mia situazione per non dover poi deludere chi mi chiede informazioni. Come per dire : “non seguitemi, … mi sono perso anch’io”.

Come nel famoso film … ricomincio da tre. Tre cose ho acquisito in questi ultimi quattro anni di vita all’estero: ho imparato bene l’Inglese e ho mo0lti contatti all’estero, ho coltivato una solida base spirituale Buddista basata sulla fede che mi accompagna nelle difficolta’,  ho preso in mano le redini della mia compulsivita’ nelle relazioni romantiche che mi stava strangolando.  Quattro anni fa nessuna di queste cose esisteva .. posso ritenermi  da un certo punto di vista soddisfatto.

Un quarta cosa avevo lasciato a casa in Italia alla partenza per Findhorn … la passione e la chiamata a lavorare nel campo degli stili di vita sostenibili: agricoltura sinergica, ecovillaggi, permacultura …

Con il supporte delle tre prime cose, adesso riparto in direzione della quarta … prossima destinazione Totnes (Devon, UK) dove il movimento Tranistion Town e’ iniziato 4 anni fa.  Sono ancora un “aspirante prete Buddhista” … alla ricerca del senso di queste parole …

Non cerco piu’ di essere adottato perche’ ho sperimentato che non sono piu’ un bambino …. l’adozione non ha funzionato… e’ troppo tardi ormai. Se voglio una fasmiglia devo costruirmela come padre e marito, … non come figlio.

 

(check out my new blog at massimosundayadventures.com)

9 responses to this post.

  1. ciao max,scusa se non e’ il tuo vero nome,non so!
    io sono enza .x caso mi ritrovo qui nel tuo blog!!!forse x caso!!!
    ma senza dubbio mi ci ha portato qui..il mio bisogno di uscire di scena da questo mondo ..il quale sento estraneo al mio spirito..nulla accade a caso!
    da anni mi chiedo cosa ci sto a fare qui!!..non e’ il mio mondo questo…ma cosa faccio?dove vado??
    non sono mai arrivata ad una mia risposta ..o meglio mai capito da dove cominciare!!messaggi tanti..ma mai colti da me!!
    la mia religione e’ la mia religiosita’ intima!..il rispetto x la natura l’amore x un dio o chi altro supremo..
    vivere fuori dai rumori del consumismo!!!
    aiuto dirai!!!!!..si certo ti capisco…me lo dico anch’io!
    ma sento che sono vicina al mio sentiero…io sono un artista….troppo sensibile…credo!!
    non mi interessa il mondo meschino ….voglio amore x il mondo…sento bisogno di pace..quella pace che credevo avessi dentro…ma non mi basta!sento bisogno di comunicarla…di condividerla….di crearla con gli altri..in armonia nella natura..lontano dai clacson roboanti!!!

    io non lo so se mai mi risponderai…..ma voglio dirti un ultima cosa….questa e’ la prima volta che scrivo a qualcuno nei termini che leggi….la mia pigrizia umana si e’ svegliata ad una svolta ..spero!
    il fruscio del vento tra le foglie…

    un abbraccioi
    enza

    Rispondi

  2. Posted by Umberto on giugno 9, 2010 at 8:11 pm

    Carissimo Massimo,
    ho letto per intero il Tuo blog, sappiamo bene tutti e due i diversi modi di pensare che abbiamo ma… la circolazione delle idee, il trasmettere il proprio sentimento in forma scritta e a parole, inevitabilmente assume i propri limiti, così come ogni essere umano riconosce in se stesso!
    Mi dispiace sentire tutte le Tue tribolazioni e ancor di più mi addolora apprendere la Tua ricerca in una “famiglia adottiva”,
    Sai che non son dedito a dare consigli e/o giudizi.
    Voglio solo dirTi che ciò che l’anima nasconde è ciò che l’anima suggerisce. Questa è mia, non l’ho copiata, l’ho partorita proprio ora mentre scrivo.
    Un Saluto Affettuoso e Un Arrivederci alla prossima Tua visita nella Tua città.
    Ciao Umberto.

    Rispondi

  3. La prima cosa è grazie. L’apertura sincera è cosa rara.

    La seconda cosa è: se avverti il desiderio di farne un racconto compiuto spediscilo a marina.saga@altica.it o direttamente al mio indirizzo email.

    La terza: non importa il luogo, ma l’azione. Per dirla alla maniera di Sant’Agostino:

    Buone cose (anche a enza).
    Dario.

    Rispondi

  4. Posted by Mariel on agosto 17, 2010 at 5:33 am

    Ecco!!!! che dire dopo avere letto la tua meravigliosa esperienza…? dopo averti sentito cosiì vicino da spingermi a mettere giu’ delle righe pure io?
    i miei percorsi sono piu’ giovani dei tuoi.. ho iniziatopero’ , credo da sempre a chiedermi cosa fosse il senso della vita mia. Forse il corso di consulenti ha risvegliato in me, maggiormente’ la conoscenza di quella parte di me che “gridava spesso:” cosa faccio qui ancora?”. Ricordo che questa espressione la formulai per la prima volta ad alta voce in un esercizio che ci fecero fare in un ritiro a Roma alla nostra pedagogista.Mi rispose, guardando i miei occhi pieni di lacrime, che non era il momento per me di prestare ascolto a queste voci interiori… che era tempo di rimanere ancora qui!
    Passo’ ancora molto tempo prima che le mie lacrime trovassero la giusta risposta… e i miei occhi si asciugassero!!
    Mi ero separata ed avevo due figli ormai grandi, avevo riaccettato mio marito come padre dei miei figli nella mia casa, perche’ affetto da cancro. Dopo due anni lascio’ questo pianeta. E per la prima volta assieme a dei percorsi spirituali,e corsi di terapia allternativa,, ho capito che avrei dovuto fare qualcosa per me, per la mia vita.. dove e come cercare non sapevo ancora. L Universo mi ha dato l occasione giusta, ho preso 7 mesi di aspettattiva da un lavoro che sentivo non appartenermi e sono partita oltre oceano,: La Bolivia,Sola all eta’ di 59 anni, ignara di quello che avrei trovato o potuto fare, ho affittato
    la mia casa per 8 mesi e sono partita in un mondo nuovo, sconosciuto.. Sono bastate qualche settimana per poter spengere tutti i meccanismi dell occidente con le sue emozioni per tuffarmi a capofitto in un esperienza di volontariato con tutte le tecniche, e i bagagli esperienziali appresi nella mia vita, ma sopratutto cercare di portare il mio cuore nella mia boccaper parlare e negli orecchi per ascoltare.
    “Cercare di dare un sorriso a chi lo aveva perduto o mai avuto”.
    Ho fatto mia questa massima quando uscendo da un corso di “auto aiuto” all improviso mentre guidavo la mia macchina, mi venne alla mente.
    Ripensandoci, “niente viene per caso”, questa massima come un cembalo’ rimbombava nella mia mente sempre piu’ sia quando visitavo i giovani adolescenti in carcere, quando viaggiavo nei “l Hogar del ninos”, quando parlavo alla gente che incontravo, o alle persone chei mi ospitava nel mio pellegrinare.
    Viaggiando da nord a Sud la Bolivia in tutti gli Istituti di orfani o figli di un genitore in carcere, la pace iniziava a diffondersi nel mio animo, ero sicura di non essere mai sola e di essere guidata in quello che facevo.
    Passarono i mesi e ben presto(troppo presto ritornai a Viareggio. Fu li che il mio” sentire” si fece ancor piu’ loquace^ tumultuoso? ero fuori posto? quale era il mio posto ora? sarei ritornata allavoro? perche’ tutto mi stava cosi tanto scomodo e stretto? la gente, i vestiti, i negozi, le chiacchere con gli amici, tutto prendeva un altra forma e dimensione ( pure io vestivo in modo colorato e comodo con pantaloni boliviani e maglie colorate, scarpe basse) di certo gli amici erano meravigliati, un’altro stile completamente dai tacchi a spillo, calze nere, gonne strette lunghe e blaseur, dicevano non riconoscermi…io sorridevo!!! guardando le loro espressioni.
    Avevo trovato finalmente una mia realizzazione e risposta al “mio piano di volo” come uso chiamarlo? Avevo capito nei miei percorsi spirituali che veniamo sul pianeta con un accordo e regole precise fatte da noi in un livello “animico” che poi, nascendo, dimentichiamo, cosi rimaniamo come dire!! in un certp spazio sospesi, creandoci mille interrogativi sul motivo della nostra nascita. Ma una sensazione ;possibile risposta mi e’ salita al cuore.
    Quando ero nella forma piu’sottile,animica, velocemente ho voluto prendere un involucro per ritornare a fare esperienza in questa vita. E, piu’ veloce decidiamo di prenderlo , piu’ ci sentiamo ancora vicini nel voler ritornare all unita’, alla fonte…questo e’ il mio pensiero, per quando ci sentiamo fortemente attrati nel non voler stare sul pianeta, facendoci sentire cosi’ estranei in questo sistema. non trovando la nostra dimensione! Perdona questo pensiero espresso forse un po’ confusionario, ma so’ che capirai!!
    Infatti devo dire che al mio ritorno, tutto mi era estraneo dopo l esperienza fatta. Presto il mio corpo inizio’ ad inviare segnali, non ci volle molto tempo per capire che tutti erano sintomi forti e chiari di un disagio interiore.
    A VIareggio non avevo piu’ niente da fare e da dire. I miei miei avevano la loro famiglia ed io, ormai vedova dopo essermi occupata di tutti, finalmente prendevo redini in mano della mia vita per “volermi bene” e fare cio’ che ascoltavo interiormente.
    Organizzai quindi le mie cose per: lasciare il lavoro secolare, affittare la mia casa, organizzarmi per ripartire ma stavolta poiche’ mio figlio convolava a nozze di li’ a qualche mese, ed io avevo bisogno di rifflettere, mi presi 1 anno sabatico e andai alle Canarie, (Tenerife),
    Iniziaii il lavoro su me stessa.
    Affittai una casina piccola davanti al mare con bellissime palme, i pappagalli mi svegliavano al matino col il levarsi del sole che entrava nel mo soggiorno, musiche rilassanti, incensi, studi, ricerche, meditazioni, letture. Nello stesso tempo, facevo meditazioni di camminate sul mare di Thic respirazioni ma andavo anche a scoprire le comunita’ circonvicine dove poter condividere gli stessi ideali.
    Questo tempo trascorso assieme ai libri di J.W. Dyer, di Toole, di Ester e Hicks, di Roy Martina, di Gregg Braden, meditazioni buddiste, hanno accellerato in modo autorevole l ascolto di me stessa:, la mia forma animica parlava.. e sentivo una pace interiore indescrivibile.
    Quando, una notte non riuscendo a dormire, mi alzai di scatto, riaccendendo il computer ed iniziando a delineare quello che sarebbe stato il mio itinerario di percorso,.. guardavo mappe, date, posti, voli.. capivo che era la cosa giusta da fare, qualcosa mi spingeva senza rendermene conto,
    Fino all alba rimasi con lo sguardo davanti al mare assorta, con una pace incredibile, pensando che la decisione giusta era presa!
    Si! avevo imparato a lasciare i miei pensieri razionali ed avevoimparato cosa significa dare spazio alla mia anima, ascoltandola maggiormente, perche’ quando fai una domanda a te stessa,alla tua anima, al tuo “io” interiore, , devi imparare a stare in silenzio per ascoltare..il suo sussuro…non grida come fanno gli uomini.!!!
    Lasciai la casa a Tenerife e..mi organizzai per assistere al matrimonio di mio figlio.
    Dopo di che’. (avendo nel frattempo ricevuto l invito per andare anche in Brazil, a gennaio di questo anno ero gia’ in Aracaju, nel nord est.
    Prima di ritornare in Bolivia sono stata per 3 mesi li’ nell intento di “dare un sorriso a chi lo aveva perduto”
    Ora, 15 di agosto , sono a Santa Cruz nell hogar dei ninos dove mi sono occupata di adozioni a distanza e dove ho continuato il mio lavoro con i ragazzi con la fisica quantica, l equilibrio emozionale, il pensiero positivo, l immaginazione creativa, associando il capire di “Mente, Corpo e Spirito”
    A fine mese mi reco in Mexico in una Comunita’!
    Questo e’ l esperienza per ora fatta da quando ci siamo conosciuti
    Spero Alessandro di non averti troppo tediato, se lo avessi fatto, ti prego di perdonarmi..
    con un sorriso colorato per te
    Mariel

    Rispondi

  5. Posted by hekkate on luglio 4, 2011 at 7:00 am

    Caro Max,
    dopo due giorni nella depressione piú nera, perché anche l’ennesima illusione si é spezzata, (il difficile é accettare questo fatto, sono ancora cosí attaccata), mi ritrovo sul tuo blog, cercando informazioni sulla Scozia…..cosa dire? sembra incrediile la coincidenza dei luoghi e delle esperienze (solo nel mio caso avvenute nella maggior parte tra l’87 ed il 2000), compreso il rainbow gathering e la biodanza…
    Sono da qualche mese di nuovo sola, senza casa, in cammino; penso di voler andare in Scozia, l’anno prossimo, é una terra che mi attira giá da tempo, ho sentito molto parlare di Findhorn naturalmente –
    volevo solo dire grazie all’universo e a questa forma di condividere
    grazie
    Donatella

    Rispondi

  6. Posted by cinzia calanni on febbraio 18, 2012 at 12:35 am

    Ciao, sono Cinzia, mi ha appassionato la tua storia …ero partita dallo psichismo cellulare,pensa un pò! Mi hai appassionato tanto che mi piacerebbe addirittura sapere cosa fai per ora, sono convinta e spero per te che non ti fermerai nelle tue ricerche e nei tuoi viaggi nel mondo esterno e interno a te…siamo vivi per questo…il viaggio è questo! BELLISSIMO! Buona fotuna e comunque se vuoi fare visita anche tu al mio blog si intitola pazzifuori ti sarei grata se mi dicessi cosa ne pensi e se hai idee da suggerirmi, visto che sei un vulcano. ^_^ ciao a presto.

    Rispondi

  7. Posted by Daniela on gennaio 19, 2013 at 8:20 pm

    Massimo ho letto tutto d’un fiato … TVB … e ci sono altri che TVB anche qua nella tua città dove sei stato catapultato nel 1963🙂
    Chissà che bello approfondire tutto in una prossima serata dove sarai con noi!!!!!

    Daniela

    Rispondi

  8. Posted by Francesco on maggio 29, 2013 at 6:26 pm

    Caro Max,
    credo non ci sia bisogno che tu vada da nessuna parte, salvo che per ordinario turismo.
    Quello che cerchi non lo troverai neppure se visiti tutte le galassie dell’universo, e poi ricominci daccapo. Non lo troverai, perchè si trovano solo le cose che si sono perse; e quello che cerchi tu non lo hai mai perso.
    E’ così, sicuro.
    Buone cose.

    Rispondi

  9. Posted by Barbara da Genova on luglio 7, 2015 at 6:23 am

    Caro M,
    ci siamo conosciuti ad Alchimia vacanze tanti anni fa forse era il 2007 anno più anno meno…non credo ti possa ricordare di me ma al contrario mi ricordonmolto bene di te e del vostro lavoro ad Alchimia. Vi ringrazio perxhè avete aperto in me la porta della possibilitá. Non conoscevo niente di ciò che si faceva ad Alchimia ma da li tutto è iniziato e cambiato per me in maniera cosi lenta e impercettibile che quando mi sono chiesta quando ho iniziato a praticare yoga? Quando ho sentito parlare di meditazione per la prima volta?…beh proprio ad Alchimia. Il mio lavoro da allora non è cambiato ma sono cambiata io…ora praticobyoga meditaione e sono tornata alla vita spirituale non lo avrei mai detto di me stessa 10 anni fa. Quindi grazie a te per aver piantato questi piccoli semi nella mia vita!Con affetto e stima Barbara

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: