Loppiano (FI)

A Loppiano: Il Muro del Cristianesimo

Riflessioni al ritorno da Loppiano (13-12-2004)
(Massimo)

Questa mattina il mio umore non è dei migliori. L’esperienza di Loppiano mi ha turbato, … è come se avessi scoperto un cammino ceco dentro il labirinto di questo viaggio.

Cerco di sbrogliare la matassa di impressioni, emozioni, osservazioni e proiezioni che si sono liberate in questi due giorni.

Certamente la prima sensazione riguarda la Compagnia dell’Anello stessa … erano decenni che non mi trovavo a condividere con altre persone (in maggioranza maschi) una piccola avventura dove tutti sono coinvolti personalmente e non sono semplicemente a trascorrere un intermezzo della loro vita privata. Ma resisto a compiacermi di questo, in quanto credo che la condivisione e la profondità della relazione risieda nell’autonomia degli individui e non nella loro dipendenza. Che a creare unioni sane sia più il desiderio che non il bisogno. Per cui mi applico a resistere alla tentazione simbiotica di essere “uno con i miei compagni di viaggio” e mi tengo sempre pronto a continuare comunque da solo pur nel desiderio di non doverlo fare.

E veniamo a Loppiano… per ottimizzare i tempi procedo per punti… così risparmio i discorsi connettivi.

·        L’Amore. Il discorso sull’amore e sulla filosofia del dare mi ha colpito al cuore. L’unico momento in cui ho pianto è stato proprio durante la proiezione del filmato di Chiara Lubich, quando lei racconta l’episodio delle mele e delle scarpe. Ricordo anche alcune caratteristiche dell’amore: Amare tutti e tutto, Amare per primi, Amare il nemico, Essere uno con l’altro, …. Certo che l’idea che questa comunità si applichi a vivere questa cosa mi induce a pensare che sia un luogo di scoperta di nuove modalità della coscienza. Mi trovo spesso a vivere l’ansia di perdere le mie risorse, di terminarle e di rimanere senza nulla… di perdere il lavoro, la casa, i soldi, …. Nonostante tutte le belle parole che sarei in grado di confezionare sull’inadeguatezza di queste paure, ciò nonostante la paura resta e impera sulla mia consapevolezza. Le parole della Lubich hanno provocato un’interruzione momentanea della paura, e le lacrime sono passate.

·        La Gente. Le nostre guide…. Michele, Morris, Alain…e altre persone con cui abbiamo interagito …. Certamente era evidente la loro posizione non convenzionale…. Coerente con i principi dell’amore che venivano enunciati … sembravano persone vere… non c’erano segni evidenti di indottrinamento… erano sinceri.

Nel viaggio di ritorno con Simone abbiamo riflettuto sul fatto che le persone che abbiamo incontrato erano particolari. Infatti non sono i veri abitanti della comunità, … sono persone di passaggio e tutte assai giovani. I veri abitanti di Loppiano non li abbiamo visti. Da questo punto di vista il villaggio sembra più un “luogo di formazione e di addestramento” per operatori/missionari che non una comunità. Al massimo questi ragazzi stanno qui due anni… e poi? A me non è rimasta chiara la loro destinazione …

Anche l’esperienza di “rifiuto” che ci ha raccontato Gianluca quando ha chiesto maggiori informazioni sull’accesso ha rinforzato un po’ questo dubbio … Loppiano non è accessibile dai singoli, ma solo attraverso la frequentazione del movimento e in un ottica formativa per poi essere destinati altrove. Il nucleo dei residenti rimane in ombra in tutte le informazioni che almeno io sono riuscito ad avere.

·        Gli Uomini e Le Donne. Pian piano abbiamo scoperto che la divisione/separazione tra maschi e femmine è veramente spinta: appartamenti separati e mi sembra anche aree abitative separate, aziende separate e quindi i compagni di lavoro tutti dello stesso sesso, perfino i due gruppi musicali sono uno di maschi (Gen Rosso) e uno di femmine (Gen Verde). E’ chiaro che una struttura del genere ha senso in un’ottica formativa ma non vedo come possa applicarsi ad una vita quotidiana comunitaria che non abbia quella strutturazione rigida della sessualità tipica, nei miei ricordi, proprio del cattolicesimo radicale. Personalmente mi piacerebbe passare un periodo lungo, anche di un anno a contatto con i soli maschi, mi farebbe un gran bene. Ma lungi da me pensare che questo possa essere un modello di vita.

Simone mi ha confessato di aver avuto l’impressione che il nostro accompagnatore conoscesse poco le femmine del villaggio e che fosse ben contento di portarci a visitare le loro aziende. A me non era parso, ma mi ha fatto pensare.

Mi piacerebbe proprio poter capire che tipo di dinamiche si attivano con questa separazione, al di sotto delle norme ufficiali. E’ chiaro che se tutti vanno verso la consacrazione (con tanto di celibato) o verso il matrimonio la cosa non ha importanza. Ma sappiamo bene come questa impostazione sia poco coerente con la struttura psico-biologica dell’essere umano medio. Da quel che ho visto del mondo non mi scandalizzerei se ogni tanto qualcuno venisse sorpreso a fare l’amore in qualche luogo proibito.

In particolare l’azienda mono-genere mi inquieta e non riesco a capirne le motivazioni. Andrebbe approfondita la cosa. Un’azienda è una realtà complessa con aspetti maschili e femminili, .. in questo modo viene mutilata… non so. In fin dei conti nel tango ognuno a un ruolo molto preciso ma si sta “appiccicati” l’uno all’altro.

In ogni caso per me la via del celibato non è percorribile e quella del matrimonio è già stata percorsa…. Mi sento un po’ fuori accessibilità …

·        Le Fabbriche. Ero partito con l’idea di una produzione soprattutto rivolta all’autosufficienza: prodotti alimentari, vestiti, costruzione di abitazioni… Invece Loppiano ha una filosofia economica opposta: si produce per vendere sui mercati convenzionali e si utilizza e si fa circolare il flusso di denaro, anziché tentare di diminuirlo.

Anche il concetto di Economia di Comunione andrebbe approfondito, perché così come ci è stato posto sembra troppo semplice e miracoloso. Inoltre mai si è fatto cenno sul contenuto della produzione e sulla sua sostenibilità. Alcuni concetti dell’area Ecologista- Compatibile-Etica sembrano assenti qui… non sembra essere avvenuto un contatto. I riferimenti sono autonomi e legati alla radice Cristiana.

Di fatto le mense dove abbiamo mangiato non usano i prodotti locali ma comprano fuori, e così fanno anche i ragazzi nelle loro cucine private. E’ rimasto assente il termine “biologico” sia per i prodotti alimentari che per quelli industriali. Quando Michele ha parlato del reparto “verniciatura” della Azur si è capito che non vengono usate attenzioni particolari ai materiali usati se non quelle convenzionali (ad esempio vernici adatte ai bambini).

Quando siamo entrati nelle fabbriche femminili con tutti quei macchinari mi si è stretto il cuore. E quella linea di vestiti “alla moda” così lontana dalla mia ricerca attuale sull’abbigliamento mi ha fatto strano. Anche qui nessun accenno alla qualità naturale di tessuti, di filati, di colori … sembra una tipica piccola azienda di produzione. Mi sono immaginato il rumore che ci dovrebbe essere quando tutto è in funzione… e lì sono partite molte proiezioni negative che mi hanno sconnesso dalla realtà… Perfino i quadri appesi al muro della sala macchine da cucire con i principi del lavoro di Chiara Lubich (tra cui mi ha colpito l’accento sulla “puntualità”) mi hanno inquietato… mi è venuto in mente il motto dei nazisti “Arbeicht Macht Frei” (il lavoro rende liberi). Sono entrato in una area problematica di me stesso.

Comunque quello che io cerco non è certo un lavoro in fabbrica per produrre industrialmente qualcosa da vendere sul mercato. C’è qualcosa che non mi torna in questo… l’assenza di uno spirito di cui invece io sento il bisogno. Qualcosa che coinvolge il corpo, la terra, la salute e che prende una posizione più decisa rispetto ai modelli produttivi dominanti. Ma ndrebbe approfondito tutto meglio …. Sono solo impressioni.

·        La visita “turistica”. Certamente rispetto al Sabato sera la giornata della domenica ha fatto sentire la superficialità della visita e il giro dei mercatini, seppure con quella disponibilità disarmante di Alain e di tutti gli altri che abbiamo incontrato, mi ha stonato. I prezzi erano quelli convenzionali, … il tutto sapeva di souvenir. Non che pensi che abbiano cercato di farci comprare qualcosa, … non lo penso nemmeno lontanamente, … ma mi è sembrato tutto molto convenzionale. Le persone arrivate con i pulmann che si aggiravano per le mostre certo non hanno aiutato.

La promessa fatta nel programma di apertura di essere “cittadini di Loppiano per un giorno”, è stata completamente disattesa. Non solo non siamo stati cittadini ma nemmeno ne abbiamo visti.

A questo proposito da riportare l’ultima interessantissima e passionale discussione di Gianluca con la ragazza del centro AVE (produzione di ceramiche e lampade) sull’autenticità dell’accoglienza, dove lei continuava a ripeterci di tornare nei giorni di lavoro per vedere cosa succede veramente a Loppiano. Probabilmente il nostro livello di visita era molto diverso da quello medio dei visitatori da “pulmann” Questo spiegherebbe anche perché da tutte le parti si sono meravigliati che fossimo di città diverse, quando loro appartengono a 70 nazioni di tutti i continenti.

Comunque questa ragazza era autentica e autenticamente spendeva la sua energia per parlare con noi.. il suo sorriso e le sue maniere gentili erano ispirate da qualcosa di interno… questo è il fascino che ha percorso tutta la visita. Forse questa storia del focolare, … del fuoco.

·        Il Muro. Metto per ultimo questo punto che si è scatenato con grande forza. Pensavo di aver ormai superato i giudizi sul cristianesimo, le vecchie rabbie e delusioni, le diffidenze per la Chiesa. E invece mi sono ritrovato di fronte a un muro. Ogni volta che qualcosa si spostava dalla visione diretta delle cose (l’amore, la fratellanza, ecc.) e risaliva a elementi liturgici, dottrinali… a terminologie cattoliche … perfino il nome di Gesù… mi sono sentito male, … proprio fisicamente. La stessa messa celebrata dal Vescovo e con una omelia così formale e priva di ispirazione mi ha sfiancato. E pensare che su mia iniziativa abbiamo acquistato un disco dei Gen Verde e Rosso che è una messa cantata con tutti i testi liturgici … questo disco lo potrò usare nel tempo come test per misurare la mia reattività al cattolicesimo.

Un ruolo importante l’hanno avuto anche le persone arrivate con i pulmann. Con le loro pellicce e i colli di coniglio … con il loro modo così “cattolico” di muoversi e di esprimersi (probabilmente questo “film” l’ho visto solo io).

Mi rendo conto che in questo momento vivere in un ambiente così permeato di simboli e costumi cattolici sarebbe una fatica estrema per me,… forse questo disagio durerebbe poco … o forse veramente il Cristianesimo confessionale ormai per me è terra bruciata.

Non ho problemi a rapportarmi con i cristiani senza pregiudizi, ma diventare uno di loro …. C’è un muro altissimo in mezzo che forse è troppo tardi per tentare di superare. Ho capito di non essere più Cristiano.. ormai non lo sono più. Gesù… è di là dal muro.

Come conclusione devo dire che il fascino “dei ragazzi” mi ha attratto da morire, e me lo porterò dietro nel viaggio. Inoltre la frase “Metti Dio al primo posto nella tua vita…” rimarrà con me come un pacco regalo ben confezionato… in attesa di essere aperto .. un giorno.

So per certo che l’attenzione all’Amore e a Dio non sono prerogative Cristiane … e questo mi fa ben sperare di poter arrivare dietro il muro passando per le Indie.

Si va avanti …

Max

One response to this post.

  1. Posted by giannirobert on ottobre 25, 2010 at 5:52 pm

    Salve,

    anch’ io ho fatto qualche beve esperienza del genere, sia in ambito religioso che laico e esoterico…

    … a volte ho la sensazione che anche queste “forme sociali” , malgrado la coloratura, siano sempre improntate all” Animal Farm” di G.Orwell.

    Le apparenze cambiano,ma il fondo resta sempre quello ( fattoria degli animali). Un indizio? hai parlato della la vendita di prodotti nel mondo esterno…:-) che è inevitabile etc etc ….

    Alora?…
    gianni

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: