Green Gulch Farm

Green Gulch Farm e’ una comunita’-monastero-fattoria Zen nei pressi di San Francisco, in California. Ci sono stato 6 mesi, piu’ un altro mese nel loro centro in citta’. Ho scritto un aritcolo su questa esperienza pubblicato su AAM-Terranuova di Dicembre 2009 .

In poche parole questo posto e’ l’ideale per chi volesse prendersi una pausa di profondo ripensamento sulla propria vita e gettare le basi per un cambiamento. La comunita’ e’ seria, dedicata e al tempo stesso aperta e leggera. Il Buddismo e’ una miniera di saggezza, anche per chi non e’ Buddista e non ha intenzione di diventarlo.

Ci sono programmi di scambio lavoro che permettono di stare per 3-6 mesi senza praticamente spendere nulla e imparando un sacco di cose (WPA: Work Apprentice Programs. Vedi dettagli a http://www.sfzc.org/ggf/display.asp?catid=3,76&pageid=202).

Ma la California non e’ troppo lontana?

Non e’ lontana perche’ dovete considerare di salire su un aereo in Italia e scendere a San Francisco 10 ore dopo. Molto piu’ vicino che andare in treno da Milano a Palermo🙂 Se poi state via 3 mesi o piu’ il viaggio e’ del tutto trascurable.  E’ piu’ il fatto psicologico che non il viaggio in pratica.

Come faccio con il visto?

Fino a tre mesi non serve il visto. Se volete fare il programma di sei mesi, o stare 4 mesi come ho fatto io dovete chiede un visto turistico. Si chiede al consolato Americano piu’ vicino (io da Viareggio sono andato a Firenze). Si paga una tassa e se si e’ fortunati come me in un giorno si fa tutto. Io ho avuto un vksto turistico valido per 10  anni. Averte il visto sul passaporto comunque non garantisce l’entrata negli USA. L’ultima parola spetta alle guardie di frontiera.

Comunque se e’ la prima volta che entrate e fate vedere che viaggerete in America girando per monasteri Buddisti non ci sono problemi. I ho fatto cosi’, mi sono preparato una lista di posti  e mi sono tenuto pronto a mostrarla, ma non e’ stato necessario al prima volta (la seconda invece e’ stato piu’ articolato). Attenzione pero’ a non dire che andate a fare scambio lavoro o cose del genere … la parola “lavoro” per le guardie di frontiera e’ “allarme rosso”. Con un visto turistico non potete lavorare.

Ecco tutte le infromazioji per il visto http://italy.usembassy.gov/visa/procedures/florence-it.asp

Come ci arrivo alla fattoria? E quanto mi costa il viaggio?

I voli variano di parecchio. Comunque secondo me ve ka potete cavare con meno di 700 euro a/r. Il viaggio si organizza cosi’: usate http://www.kayak.com o http:// http://www.expedia.com per trovare un volo economico che vi porti  all’aereoporto di San Francisco,. Li’ prendete il treno BART che vi porta in centro citta’.

La prima notte potete passarla nel centro Zen in citta’, a page street 200. E’ in centro vicino a market street. Poetet contattrli prima e prenotare una camera o un posto nel dormitorio a una cifra esigua. Ne dormitorio vi viene richiesta un po’ di collaborazione nel alvoro , ma sapendo che andavo a Green Gulch a me hanno permesso di andarmene in giro per la citta’. Contattae il centro zen al sito web http://www.sfzc.org.

Dal centro zen in citta’ a Green Gulch si prende un autobus fino a Marin City e poi un fantastico servizio taxi a costo us (2 dollari) vi porta di fronte all’ufficio di Green GUlch. Va prenotato 24 prima. Il centro Zen di citta’ vi dara’ tutte le informazioni.

Emozioni a Green Gulch

(dall’articolo pubblicaato su AAM-Terranuova, Dicembre 2009) http://www.aamterranuova.it/article3993.htm

E’ ancora buio nella valle selvaggia di Green Gulch. Nello spazio di cielo lasciato libero dai profili scuri delle colline e dagli eucaliptus che ci sovrastano, brillano ancora le stelle dell’ultima notte. Il silenzio e’ marcato dal suono dello Han, una tavoletta di legno appesa e percossa con un martello. Un colpo ogni minuto attraversa il buio e i suoi eco risuonano in tutta la valle. E’ un richiamo che sembra emergere direttamente dalla spazio, come un evento naturale che solo gli umani possono percepire.

Decine di persone fluttuano nell’oscurita’con i loro ampi abiti neri quali spiriti silvestri. Provengono e discendono da tutte le direzioni, dalle case ,dagli “yurts” e dagli “huts”sparsi sulla collina,. Entrando nell’ampia sala di meditazione (lo Zendo) tra file di altre persone, non ci sono parole ne’ sguardi, ma la fragranza dell’incenso e la luce delle candele mi accolgono come se fossi arrivato a casa. Mi siedo sul mio cuscino di fronte al muro, come tutti gli altri, come l’equipaggio di un’astronave che si prepara per il decollo. Tutto e’ pronto, ognuno e’ al suo posto, tutti sanno… la comunione si realizza nella semplice presenza.

Un’ultima sequenza ravvicinata di battiti e anche lo Han tace. Si chiudono le porte e inizia la pratica. Nella tormenta di pensieri e di emozioni che gia’ cosi’ presto inondano la coscienza il respiro e’ come un faro. Chi sono io? Chi sono gli altri? Cos’e’il mondo? Momentaneamente l’infinita varieta’ di piccole e grandi preoccupazioni mondane si ritira, per poi tornare di nuovo a travolgere tutto. Sara’ un’altra giornata di lavoro comunitario nel giardino di fiori ed erbe aromatiche.

Ma che ci faccio qui? Come ci sono arrivato in questa valle sperduta nella Golden Gate National Recreation Area di San Francisco? Cosa ne e’ della mia vecchia vita e dei miei grandi progetti ormai perduti?

Per me le cose erano cambiate quando quel senso di insoddisfazione che molti piu’ o meno provano, si era trasformato in un insopportabile vuoto dell’anima. Le forti emozioni del mio lavoro di insegnante di Biodanza, il senso di sicurezza della mia relazione e i vari piaceri della vita che riuscivo a procurarmi di tanto in tanto non bastavano piu’.

Ma avevo un sogno: vivere in comunita’, essere parte di un progetto collettivo, lavorare per i bisogni comunitari fuori dalle logiche “professionali”. “Un buon lavoro e una relazione di coppia non mi possono bastare” mi dicevo, “ho bisogno di una tribu’, un gruppo con cui condividere profondamente il senso della vita giorno per giorno, ora per ora, qualcosa che non sia solo andare a cena insieme il sabato o in montagna la domenica”. Un paio di film sostenevano il mio sogno: “Witness-il testimone” girato in America nelle comunita’ Amish e “La ragazza delle balene” in un villaggio Maori della Nuova Zelanda.

[…]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: