Sognando Damanhur

Sognando Damanhur ….

Riflessioni al ritorno da Damanhur Firenze (23-12-2004)
scritte nel giorno di Natale
(Massimo)

Due ore in compagnia di Geco, nome facilmente indovinabile sul volto di quest’uomo gentile e accogliente senza dubbio convinto Damanhuriano di lunga esperienza. Forse sulla 55ina (non so dare l’età alle persone)… ex bancario… nessun segno di “alternativa” nel look. Solo le parole, … si fanno pensare a qualcosa di “altro”.

Ci guardiamo intorno e il centro è bello… tutto curato… tutto a posto … ma con calore… strani dipinti alle pareti…. fragranze nell’aria e una musica rilassante in sottofondo che si scoprirà essere ottenuta dalla trasduzione di un segnale elettrico proveniente da una pianta. Intorno vari depliant di un bel po’ di attività e corsi …. come in tutti i centri del genere.

Facciamo un po’ di domande a Geco … siamo disponibili tutti ma non sappiamo da dove cominciare … poi Geco ci fa vedere una video cassetta…. e lì si comincia a capire qualcosa di più.

Damanhur … sembra veramente un sogno … forse un po’ troppo Hollywoodiano … si alzano un po’ di sane difese… Quante campagne promozionali ho fatto … video, volantini, … conosco un pò quale differenza esiste tra la presentazione di una cosa e la sua realtà.

Cominciamo a fare domande puntuali a Geco …. Lui si dimostra un po’ in difficoltà a darci ascolto… è molto più concentrato a raccontarci che non ad ascoltarci….

Emerge qualcosa di fondamentale che è invece tenuto un po’ in background nella pubblicità: la Scuola di meditazione di Damanhur. Eccoci qua … una scuola esoterica iniziatica, gerarchicamente strutturata con tanto di principio del “tacere”… subito la mente si attacca ai 10 anni di adesione al Supremo Ordine dell’Aquarius… ci risiamo.

Dunque Damanhur ha una spina dorsale iniziatica con un maestro-guida vivente e giovane: Oberto Airaudi … il fondatore della comunità.

Questo è il punto più controverso ma anche il più accattivante … forse Damahur si trova nella “pancia della parabola”, come si diceva con Paolo V…. cioè quel periodo “d’oro” di una comunità spirituale con il fondatore in piena attività creativa che riversa il suo carisma e la sua ispirazione come nettare sulla comunità. Potrebbe essere … forse ….

Al self-service dell’IKEA ci scambiamo molte riflessioni tra i compagni dell’anello …. il potere, … come sarà il potere a Damanhur veramente gestito? La parità … non si può essere automaticamente alla pari entrando in una organizzazione con 30 anni di storia … bisogna avere umiltà… la parità va costruita, … se non guadagnata. E i soldi?

Ognuno di noi usa le sue basi, la sua intuizione, i suoi desideri e le sue paure per interpretare l’esperienza. Siamo rimasti 2 ore con Geco e ci siamo lasciati con il proposito di organizzare una spedizione a Damanhur per il 21 di gennaio, … con tanto di vista al tempio dell’Uomo (50€ a testa) e colloquio con Aski Vaniglia per andare a fare delle settimane di lavoro alla pari in estate o forse anche prima.

Sono passati 3 giorni dal viaggio a Firenze … ho riletto più volte il materiale informativo … studiato le fotografie in tutti i dettagli…. Ormai, mio malgrado, ho cominciato a sognare … sognare Damanhur… come lo vorrei… per me.

Non c’è dubbio che Damanhur abbia molte delle caratteristiche del luogo che vado cercando ….C’è tutto… ma soprattutto l’aspetto sociale così creativo, sperimentale…

In tutti questi anni tutti i miei percorsi sono caduti sul sociale .. tanti discorsi, tante emozioni, tante esperienze da week-end …. e poi ognuno ritorna a coltivare il suo orticello… mai la possibilità di creare qualcosa insieme che non sia solo un “hobby da garage”.

Per molti questa è una necessità, … avere i propri spazio, i propri interessi, le proprie cose … ma per me invece è il contrario. Io ho voglia di stare con persone a costruire qualcosa insieme dalla mattina alla sera, … ho voglia di appartenere a un progetto totalizzante, che lo respiri dovunque… quando sei solo, quando sei in compagnia, quando piove e quando c’è il sole, … quando vai in vacanza e quando sei a spaccare le pietre…. un progetto che punti in alto, … anche più in alto della soddisfazione e della gratificazione personale.

Geco ci diceva che a Damanhur non si va per ricevere ma per dare … e anche questo mi ha risuonato bene. Perché a me non manca la compagnia, … non mancano gli amici, non mancano le distrazioni, non mancano le passioni, gli interessi, … ne ho da vendere.

Quello che mi manca è qualcosa da fare… qualcosa da costruire… qualcosa in cui investire le mie energie e che abbia un senso per me. Se mai andrò a Damanhur o da qualche altra parte sarà per “fare”, “creare”, “sudare”, “gioire” e “disperarmi” in sieme ad altri … inseguendo speranze e sciagure collettive.

Dunque sogno Damanhur … sogno questo luogo immaginario… intriso di irrazionale… forse abbastanza da guarire il mio scentismo strisciante e la mia sete di percezioni extra-sensoriali.

Oggi … in questo Natale che conferma il mio senso di “essere fuori dal mondo” io mi abbandono al sogno di una terra dove finalmente mi possa sentire in una qualche forma di famiglia. E se necessario … non sarà l’esoterismo a fermarmi.

Max

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