Bagnaia (SI)

A Bagnaia, con i cavalieri della tavola rotonda

Riflessioni al ritorno da Bagnaia, 24-Maggio-2005
(Massimo)

Sono arrivato a Bagnaia come se fosse il castello di Camelot, pronto ad accogliere per due giorni i cavalieri della tavola rotonda, cioè i membri del RIVE.

Io, che non sono altro che un semplice viaggiatore partito in ritardo, avrei avuto il privilegio di condividere lo stesso luogo e lo stesso tempo con i personaggi mitici di cui ho letto, ho sentito parlare e ho fantasticato tanto in questi ultimi mesi.

E il primo incontro avviene alla stazione di Firenze. Sapevo che insieme a me Mimmo avrebbe portato a Bagnaia con la macchina anche Mario Cecchi, il “Re degli Elfi”. L’ho identificato subito nella folla vicino alla farmacia che fungeva da meeting point.

Aveva uno zainetto che era un quarto del mio, e questo mi tornava. Aveva un’aria da marziano a suo agio su un altro pianeta, come se la terra gli ricordasse qualcosa di vissuto un tempo. Piccolo, esile… quasi dolce.

L’ho spiato senza che lui si accorgesse, .. ma del resto anche lui osservava le persone… come mi ha confessato nelle prime battute del nostro colloquio “quanta gente diversa … che ricchezza…”. Già, … eravamo fuori dal Matrix.

E mentre lo osservavo prima della certezza che fosse lui,  ho notato la sua maglietta un po’ pataccosa, … ma non tanto. Avendo visitato la valle degli Elfi in un pomeriggio di qualche mese fa ho pensato che quella potesse essere una sorta di uniforme diplomatica.

Alla fine non ho resistito … l’ho fissato andando verso di lui mentre lui fissava me sorridendo. Non poteva riconoscermi … credo che semplicemente rispondesse con una certa naturalezza allo sguardo intenso di uno sconosciuto. E io invece, che lo puntavo e con la voce di chi conosce il destino, l’ho investito con tono epico: “Tu aspetti Mimmo … sei Mario Cecchi degli Elfi”. Sì.. infatti era lui.

E che strano il mio imbarazzo quando lui ha chiesto a me chi fossi io. Cercavo qualche titolo nel mio curriculum che potesse reggere il suo confronto… “Sono amico di Mimmo”… “Sono amico di Antonio dell’Agricoltura Sinergica, …”

Mi sono ricordato dei primi anni di lavoro in cui la mia azienda mi mandava in prestigiosi convegni di informatica dove tutti avevano grandi titoli e esperienze e io mi sentivo un pulcino.

Così mi sono sentito per un momento anche di fronte a Mario Re degli Elfi, .. se non mi fossi dato un contegno avrei continuato: “.. sono stato al Rainbow…” “… mi faccio il pane da solo…” “ mi lavo senza sapone e con l’acqua fredda…”.

La Comune di Bagnaia è immersa nella bellissima ed esclusivissima campagna della Montagnola Senese. Dai boschi delle colline spuntano continuamente, castelli, casali, ville e fattorie di altri tempi… di tempi molto molto lontani. Una di queste è divenuta la comune di Bagnaia.

A pranzo tutti insieme sotto la pergola, mi raggiunge lo sguardo birichino di Alfredo .. sembra che mi dica “Perché non mi chiedi qualcosa? Non vedo l’ora di raccontarti che facciamo qui ….”. Caro amico hai trovato pane per i tuoi denti.

Ci sono 23 persone attualmente nella comune. Più della metà lavorano fuori, gli altri nel podere: viti, ulivi, ortaggi, mucche e galline. Tutti i guadagni finiscono in una cassa comune con la quale si provvede a tutti i bisogni fondamentali della comunità e dei suoi membri (vitto, alloggio, manutenzione, trasporti, automobili), poi ognuno prende una “paghetta” mensile di 155-175 € al mese (la differenza è dovuta al fatto che si sia lavoratori interni o esterni per il maggior costo di essere “presentabili” all’esterno). In più alla paghetta ci sono 680€ all’anno per pagarsi le vacanze.

Tutte le decisioni si prendono con il metodo del consenso e a volte vengono chiamati anche facilitatori professionisti esterni per aiutare nelle riunioni più difficili. Non risono ruoli fissi e si persegue l’assenza di gerarchia di potere.

Certo che si respira a pieni polmoni sentendo queste cose e pensando che qui si va avanti da più di vent’anni. Un’utopia che dura così a lungo ha bisogno di essere chiamata con un altro nome.

A occhio e croce qui i valori dominanti sono legati al lavoro e all’economia, probabilmente all’ideale sociale-politico. Sono assenti i segni della “spiritualità”, anche dalla tavola, dove campeggiavano in posizione di protagonisti pesci e carni innaffiate di buon vino. Ma anche noi vegetariano devo dire che non abbiamo stentato.

Rifletto …. a me piacerebbe vivere la spiritualità insieme ai miei compagni di vita. Anzi, come si diceva ad Ananda, un percorso di evoluzione reale è assai improbabile se l’ambiente dove si vive non lo incorpora e lo sostiene esplicitamente in qualche modo.

Ma andiamo avanti …Ogni giorno ci sono tre persone in servizio: una si occupa del pranzo, una della cena, e una della pulizia degli spazi comuni e del bucato. Sembra una favola.

Poi girano voci di corridoio. Qualcuno se n’è andato… sono un po’ stacanovisti.

Ma allora ….non è perfetta? E certo che prima o poi dovrò smettere di pensare come un bambino e prendere contatto con le cose reali. Ma è ancora presto e voglio continuare a sognare.

Una quindicina guidati da Lucilla e da Alessia. Formazione sulla facilitazione di gruppo e il metodo del consenso. Sono stato continuamente in aule di formazione in questi ultimi tre anni … ma lì c’era qualcosa di nuovo, … o meglio io sentivo qualcosa di diverso. Nessuno di noi (tranne forse una parte residua di me) era lì per acquisire competenze per il proprio lavoro per poter poi partire in solitaria verso i propri clienti presenti e futuri.

Le persone si erano ritrovate in quel luogo per acquisire qualcosa che servisse nella vita quotidiana, dentro i boschi, nei paesi di pietra, nei poderi di campagna. C’erano i rappresentanti di un fronte di nuova umanità. C’erano i rappresentanti del mitico RIVE, la rete italiana dei villaggi ecologici.

Ho capito  quanto sia importante per me stare con la gente, … mi viene voglia di andare avanti… aspetto con piacere la riunione generale del RIVE a Luglio … e intanto vado a Torri Superiore nel fine settimana prossimo.

PaoloV. Mi fa notare che sono un po’ accelerato, … che procedo come un bulldozer. Ma di fatto non posso fermarmi, … sto troppo male… devo fare presto.

Mi rendo conto di quante ingenuità stia scrivendo, di quante aspettative irrealizzabili, di quante proiezioni … ma io preferisco così, … mi fa stare meglio che non stare fermo.

Ho bisogno di collegarmi e sto cercando di alzarmi a quota di trasmissione.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: