Idee sparse su come dare le consegne in Biodanza-BIOS …

  • Assenza di orientamento pedagogico/filosofico/ideologico nella parte verbale. Entrare nella funzione di facilitatore non direttivo stando esclusivamente su processo della comunicazione senza attuare "insegnamenti" discendenti sui contenuti. Rinunciare alla enfatizzazione del metodo e del suo creatore.
  • Consegne strettamente orientate al viscerale/cenestesico/biologico. Evitare dunuqe le cosiddette "proiezioni esistenziali", i "siparietti" filosofici, gli atteggiamenti da saggio, gli insegnamenti sui modi corretti di prendere la vita, i rinforzi positivi al gruppo (come siamo belli, ecc.). Cercare di centrare la consegna della danza sui suoi aspetti viscerali e cenestesici usando anche metafore cenestesiche: caldo, morbido, bagnato, liscio, soffio, vento, … In particolare farsi aiutare dalle metafore Biologiche prese dal regno della natura: animali, piante, eventi atmosferici, processi biologici organici, ecc.
  • Evitare accuratamente riferimenti che possano agganciare la situazione esistenziale corrente o passata delle persone.
    Ad esempio parlando di madre, figli, coppia, amore, separazione, vita edonistica/sacrificale, assertività esistenziale, cambiamento, ecc. si riciclano nella danza le emozioni di natura psicologica rendendo l’esperienza molto più intensa ma anche molto meno sicura sul piano dell’integrazione e alla fine dell’efficacia.

A questo ultimo proposito riporto qui la mia sensazione di come sia facile far piangere le persone del gruppo se si danno consegne che attivano l’emozione psicologica. Ad esempio se si presenta una posizione generatrice di "cullare la vita" con riferimenti al rapporto madre-figli si otterrà il riciclo di tante esperienze delle donne del gruppo che possono andare da figli perduti, aborti, sterilità, ecc. Tutto questo produce una emozione intensissima, ma fa perdere l’integrazione, la presenza nel qui e ora e la trascendenza delle condizioni eisistenziali.

Di fatto una tale consegna potrebbe trasformare la posizione generatrice di "cullare la vita" in quella di "cullare il proprio figlio". Ripeto che qualcuno potrebbe pensare a ragione che una tale suggestione possa in effetti rendere il metodo più potente, ma qui si è fatta un’ipotesi di ricerca e in quella stiamo procedendo.

Condivido qui la difficoltà che ho già sperimentato in passato di ridurre lo stile di conduzione in maniera così sobria: non è per nulla facile dal punto di vista del conduttore, almeno per me. C’è sempre la preoccupazione che le persone sentano poco, che si chiedano il senso di quello che stanno faendo, che non capiscano bene come stanno le cose, che non diano autorevolezza ….Il grosso lavoro lo dovrei fare su di me …

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