Emozioni BIOS e Emozioni PSICO: differenze che contano …

Ecco qui una riflessione sulle emozioni rilevante alla pratica della Biodanza …

Nella teoria di Biodanza si fa differenza tra Vivencia ed Emozione, essendo la seconda una componente della prima. Tuttavia questa differenza nella pratica comune tende ad essere persa e i due termini sono usati impropriamente in maniera interscambiabile.

Nel progetto Biodanza BIOS è invece molto importante differenziare tra vivencia ed emozione essendo la prima riconducibile a un fenomeno di integrazione profonda mentre la seconda più in generale indica uno stato reattivo di natura psicologica che potrebbe aver poco a che fare con tale integrazione.

La cultura di Biodanza ha nel tempo esaltato il ruolo delle emozioni nella vita umana come reazione a un certo razionalismo disperato, ma in questo ha generato all’estremo opposto una visione stereotipata del modno emotivo che ignora completamente i suoi risvolti distruttivi e condizionanti.

Lo stile di conduzione di Biodanza BIOS, in accordo con il suo modello operativo, dovrebbe quindi essere attento a generare vivencia cercando di tenere al minimo le emozioni di natura psicologica legate a condizionamenti, resistenze, ricordi, fatti personali.

Per meglio spiegarmi riporto qui un possibile modello di genesi delle emozioni :

Secondo Rolando Toro le emozioni hanno un ‘origine biologica. Ma raffrontando con altri metodi e approcci potremmo dire che le emozioni hanno “anche” un’origine biologica, cioè un potenziale di azione/funzione biologico-genetico-istintivo.

Nell’essere umano reale però le emozioni sono il prodotto/effetto di almeno tre dimensioni, che abbiamo già visto:

  • Quella biologica/innata (l’inconscio vitale)
  • Quella ontogenica che dipende dalla storia del soggetto (l’inconscio personale)
  • Quella sociogenica che dipende dall’educazione-cultura ricevuta e in cui si è immersi (incoscio collettivo culturale)

La reazione e i vissuti emotivi di una persona dipendono da un mix di queste dimensioni.

La biodanza-BIOS lavora soprattutto (quasi esclusivamente) sulla prima, che ha il vantaggio di essere centrabile e attuabile nel momento presente senza rivangare il passato e non ha necessità di ricoscentizzare antichi conflitti e traumi: lavora sulla parte sana, quella originale biologica (pura). Ciò non toglie che in molti casi questo lavoro mono-dimensionale non sia sufficiente.

Come dice la RET (RAtional Emotional Therapy), e anche l‘AT (Analisi Transazionale) le convinzioni cognitive acquisite nell’infanzia attraverso i mandati genitoriali o culturali influenzano il nostro esito emotivo.

Cambiando le convinzioni cognitive è possibile cambiare anche le emozioni limando i fenomeni di sequestro emotivo o di disagio emotivo esagerato (sofferenza, vita non piena, …). La Biodanza agisce anche sulle convinzioni cognitive? Come?
In effetti la sessione di Biodanza standard produce una serie di situazioni cognitive particolarmente ricche di segnali che destrutturano le convinzioni acquisite: situazioni trasgressive, fuori da tutti i canoni educativi e culturali. Anche alcune esperienze emotive vengono a creare shock cognitivi nell’allievo (abbracciare persone che non conosco, ricevere piacere dagli altri, …). Tutte situazioni viscerali che mettono in crisi il sistema cognitivo delle credenze e delle convinzioni e inducono a ristrutturare progressivamente le proprie convinzioni.

IL problema della Biodanza però è che questi shock cognitivi, queste ristrutturazioni sono lasciate a se stesse e difficilmente accompagnate adeguatamente. La persona non riesce a recuparere la stessa forza nella sua vita convenzionale e man mano che l’effetto neuro-fisiologico decade, ripiomba nelle sue convinzioni iniziali. Inoltre non ha strumenti per riconoscere tali convinzioni in azione nel quotidiano.

La sessione di Biodanza non produce esperienze di consapevolezza razionale, la destrutturazione avviene a livello viscerale e questa è una grande novità. Andrebbe però accompagnato meglio il processo di scoperta e riconoscimento e non relegarlo a generici pensieri un pò ideologizzati di illumanzione ed edulcorazione della vita.

Dunque ancora una volta si potrebbe qui aprire una rierca sul come integrare nel percorso degli allievi una linea di counseling personale per accompagnare il processo di cambiamento, ma Biodanza-BIOS va a cercare in una direzione opposta: come evitare l’attivazione di emozioni non biologiche, dipendenti cioè dalla storia passata e dai condizionamenti culturali dell’individuo.

Infatti l’ipotesi, sostenuta da Rolando, è che la vivencia sia autoregolata e dunque produca integrazione per definizione. A mio parere ciò è vero nella mi sura in cui tale vivencia è puramente biologica e poco "inquinata" da emozioni e situazioni di natura psicologico-culturale.

Quando la classe di Biodanza perde la sua forza di centratura sul qui e ora e sulla trascendenza dei problemi individuali e diventa setting comportamentale generativo di emozioni psicologiche, le vivencia che si producono negli individui non hanno più la garanzia di autoregolazione e integrazione e possono invece riciclare le dissoociazioni individuali.

Lo stile di conduzione di Biodanza-BIOS cercherà pertanto di minimizzare la genrazione di emozioni che non siano Vivencia nel senso proprio del termine, cercando quindi di tenere gli allievi in una condizione di trascendenza rispetto ai loro vissuti esistenziali.

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